Michel Patrin - (2025) Giornale ATLASORBIS

ATLASORBIS ha incontrato a Santa Marinella il noto artista Michel PATRIN, autore di opere di straordinaria bellezza e profondità, dove si mescolano realtà con sogni e dove le emozioni coinvolgono la mente e il cuore di chi le osserva

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Dove il mare incontra la terra”. quel confine che dipinge è un luogo reale o uno stato d’animo?
È per me dove natura e spirito si incontrano. Un mio quadro si intitola: tra realtà e sogno, è proprio quel luogo che ho cercato di dipingere.

Come nasce l’immagine della sua “polvere di luce” e come la rende materia?
L’immagine nasce da un gesto iniziale. Può essere uno scatto fotografico, due gocce di colore su una tela, una bozza di idea, uno schema sul mio computer, e piano piano il “foglio bianco” prende vita, il colore, la luce, i contrasti, i chiaroscuri si intrecciano a formare un’opera compiuta.

Qual è il ricordo sensoriale che ritorna mentre lavora, e in quale punto della tela si nasconde?
Più che un ricordo è uno stimolo sensoriale importante per me: La musica, soprattutto classica che ascolto mentre dipingo, musica che si insinua a mia insaputa in molte delle mie opere.

Quando decide che un quadro è compiuto? C’è un segno che le dice “ora respira”?
Il quadro cresce lentamente, come un bambino, spesso con molte difficoltà ma anche con allegria. Quando è diventato “adulto” è finito.

Francese di nascita, romano d’adozione, che cosa chiama “casa” oggi? E quale messaggio vorrebbe lasciare alla comunità che ospita la mostra, ai cittadini, ai lettori Forze dell’Ordine?
Non ho vere radici, il mio paese di adozione, l’Italia, mi ha accolto magnificamente e mi ha conquistato. Ma mi sento cittadino europeo, anzi del mondo. L’Arte e il suo messaggio di pace e bellezza non ha frontiere, coinvolge e si rivolge all’intero pianeta!

Se un bambino le chiedesse: “Che cosa raccontano i suoi quadri?”, come glielo spiegherebbe in poche parole senza termini difficili?
Gli risponderei: E tu cosa ci vedi?

Se pensa alle forze di polizia che immagine le appare e cosa marcherebbe in un quadro dedicato a uomini e donne in divisa?
Cercherei di illustrare: “l’unità nell’intento”. Infatti per me la divisa simboleggia per l’appartenenza ad un gruppo, ad un insieme. Nel caso delle Forze dell’Ordine un insieme teso ad agire per il bene comune, con l’intento di proteggere la comunità.

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Entrare alla Casina Trincia al tramonto è come appoggiare l’orecchio al respiro del mare. La luce si deposita sui quadri di Michel Patrin come una polvere sottile; non fa rumore, indica soltanto la direzione. Ci siamo incontrati così: poche chiacchiere, il sale nell’aria, Santa Marinella fuori dalle vetrate e la sensazione netta di essere in famiglia.

Patrin nasce a Parigi (1953), studia Architettura a Bordeaux e poi Alti Studi Europei a Bruges, dove incontra Laura, compagna di vita e di lavoro, e soprattutto un maestro del vetro, Michel Martens. A Roma arriva nel ’79: progetti, cantieri, figli (Maria nell’80, Julie nell’84) e un laboratorio che diventa bottega d’arte. Con Laura Belforti fonda nel 1983 Vetrocreare e, in decenni di lavoro, costruisce un repertorio di quasi 3000 opere tra Italia e mondo. L’architettura gli dà il rigore, il vetro gli affida la luce. E dal 2008, con materiali di recupero e nuove tecnologie (led, supporti di memoria), apre un alfabeto personale che unisce memoria e contemporaneità. Oggi presiede l’Associazione Arte Altra: stesso orizzonte, sguardo più largo.

Questa mostra, “Dove il mare incontra la terra”, non alza la voce. Ti invita, con gentilezza, a guardare. È una parola che Michel ripete: «Mi piacerebbe che il visitatore fosse sollecitato a guardare e non solo vedere la bellezza che lo circonda». Sembra poco, ma è un cambio di postura: alzi gli occhi, rallenti il respiro, lasci che la luce trovi te.

Abbiamo parlato di radici francesi e di una Roma diventata casa; di Santa Marinella che rientra nei quadri come il sale rientra nell’aria; di Capolinaro d’inverno, quando il mare si fa ruvido e la luce cambia idea ogni dieci minuti. Il nostro incontro è finito con un gesto semplice, chiudere insieme il cancello, che dice più di tante frasi: fiducia, cura, un ritmo condiviso.

C’è un filo che unisce tutto: la famiglia, gli inverni sul mare, il lavoro come forma di gratitudine. Ho lasciato la Casina con addosso la sua “polvere di luce” e una frase-bussola: l’arte non urla. Ti insegna a stare dentro le cose finché non rivelano la loro luce.

Grazie, Michel!
Grazie, Laura Belforti!: la vostra accoglienza è stata davvero “di famiglia”.

«Vale il tempo. Vale lo sguardo»
(Note di bordo di una sera di mare)

Nella foto: Michel Patrin, Laura Belforti e Andrea Cannistraci autore intervista
Nella foto: Michel Patrin, Laura Belforti e Andrea Cannistraci autore intervista

Riconoscimenti e Ringraziamenti:
Comune di Santa Marinella, Biblioteca di Santa Marinella e Casina Trincia (per l’ospitalità).
Con la stima che rivolgo ad Atlasorbis e aell’Associazione ARGOS Forze di Polizia, che mi hanno permesso di raccontare questo incontro con la libertà discreta dell’“inviato di casa”.
Quattro giorni così non si archiviano: si portano addosso. Ho lasciato la Casina Trincia pensando che certe mostre non “finiscono”: restano accese dentro, come le finestre su cui il mare riflette il suo movimento.
Andrea Cannistraci

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MICHEL PATRIN – BIOGRAFIA

Michel Patrin - Pittore
Michel Patrin – Pittore

Nasce a Parigi il 1° novembre del 1953.
Dopo la laurea in Architettura a Bordeaux, consegue il master di “Alti Studi Europei” al Collegio d’ Europa di Bruges in Belgio, presso il “Centro per la conservazione del patrimonio artistico e urbano”.
A Bruges la vita privata e quella professionale si intrecciano: conosce Laura che diventerà sua moglie e, con lei, frequenta l’atelier di un noto “maitre verrier” (Michel Martens) presso il quale impara la tecnica e la progettazione della vetrata artistica.
Si trasferisce a Roma nel 1979 dove inizia la sua attività professionale come architetto e come artista del vetro, si sposa nello stesso anno, nell’’80 nasce Maria e nell’84 Julie.
In oltre trent’anni di attività professionale molto intensa, realizza con Laura Belforti un albergo (il Federico II a Jesi), numerose ristrutturazioni e restauri di casolari, ville, negozi, ristoranti…
Fonda nel 1983 con Laura La Vetrocreare, azienda artigiana che riceve negli anni numerosi riconoscimenti e realizza quasi 3000 opere in Italia e nel mondo.
Nel corso degli anni Michel disegna bozzetti per le vetrate e per i suoi progetti architettonici, dipinge a tempera e ad acquarello e, dal 2008 sperimenta un nuovo mezzo espressivo: realizza opere d’arte usando i materiali di recupero delle lavorazioni e dei disegni del suo laboratorio incrociandoli con le nuove tecnologie (led, supporti di memoria, etc…). Questi materiali divengono protagonisti di un nuovo linguaggio, raccontano storie diverse, vivono una nuova vita.
È attualmente presidente dell’associazione culturale “Associazione Arte Altra”.
Il percorso professionale e artistico di Michel è caratterizzato da una osmosi creativa tra i diversi ambiti di applicazione del suo operare, un percorso tuttora in divenire, attento ai mutamenti e alle lacerazioni della società contemporanea ma totalmente autonomo da mode e tendenze. 
www.michelpatrin.it
www.facebook.com/michel.patrin
Instagram: michelpatrin8
+39 3398001113

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MICHEL PATRIN – GALLERIA FOTOGRAFICA

Michel Patrin - Pittore
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intervista di Andrea CANNISTRACI
collaboratore di redazione

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Per la redazione nazionale rubrica “Informazione
“Eventi” – “Interviste”
..:: Atlasorbis – news quindicinale 10 settembre 2025

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Di Atlasorbis

Redazione Nazionale

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