Dipendenti pubblici requisiti per il pensionamento

La scelta delle amministrazioni pubbliche di trattenere un lavoratore esperto, che lo desideri, dovrà bilanciarsi con la necessità di assumere giovani e rinnovare il personale

Prossime manovre di bilancio, potrebbero introdurre ulteriori requisiti, che si spera facciano diventare davvero “sostenibile” il nostro sistema pensionistico

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La Legge Fornero del 2011 ha riformato il sistema pensionistico italiano, modificando radicalmente i requisiti di accesso alla pensione e introducendo l’adeguamento automatico delle finestre di pensionamento all’aspettativa di vita.      
Il suo obiettivo principale era quello di stabilizzare i conti pubblici e di garantire la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, in un contesto di crisi economica globale.

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne

Questi requisiti sono stati congelati fino al 31 dicembre 2026 e dal 1° gennaio 2027, con cadenza biennale, riprenderanno gli adeguamenti in base all’aspettativa di vita.

L’ultima Legge di bilancio abolisce il collocamento a riposo automatico al compimento dei 65 anni di età qualora si fosse superato il requisito contributivo dei 42 anni e 10 mesi per gli uomini o 41 anni e 10 mesi per le donne.

Quindi ora si ha la libertà di decidere se proseguire l’attività lavorativa fino a 67 anni, e le amministrazioni pubbliche non possono più “forzare” il pensionamento di chi ha già maturato i requisiti per la pensione anticipata.

Un’altra novità importante riguarda la possibilità di estendere il periodo lavorativo oltre i 67 anni, arrivando fino a 70 anni, anche se questa estensione può essere concessa solo entro il limite del 10%  di nuove assunzioni già autorizzate.

In pratica, la scelta delle amministrazioni pubbliche di trattenere un lavoratore esperto, che lo desideri, dovrà bilanciarsi con la necessità di assumere giovani e rinnovare il personale.

      Alcune categorie professionali come i magistrati, i professori universitari e i dirigenti medici,  in considerazione della natura specifica e altamente qualificata delle loro mansioni, possono invece  decidere di proseguire l’attività lavorativa fino ai 70 anni.

Le categorie di lavoratori che operano nelle Forze Armate, Polizia e Vigili del Fuoco richiedendo requisiti fisici particolari, restano escluse da questa possibilità.

      Ci sono altre opportunità per i lavoratori pubblici di chiedere il pensionamento anticipato, si consideri però che nei casi di seguito riportati il calcolo della pensione prevede delle “penalizzazioni”.

      L’ Ape Sociale: è un’anticipazione pensionistica erogata dall’INPS ai lavoratori di determinate categorie svantaggiate per accompagnarli alla pensione di vecchiaia, con l’età minima di 63 anni e 5 mesi, ed almeno 30 anni di contributi, ridotti per le donne con figli o per categorie specifiche. È rivolta ai lavoratori che assistono familiari con disabilità grave, agli invalidi con percentuale pari o superiore al 74%, ed ai lavoratori che svolgono mansioni gravose.

      L’Opzione donna: nel 2025, occorrono 61 anni di età e 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2024, con riduzioni di un anno sull’età anagrafica per ogni figlio, fino ad un massimo di due figli. Si applica il calcolo della pensione con il sistema contributivo.

      La Quota 103: prorogata per tutto il 2025, permette ai lavoratori di conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 41 anni, ed anche in questo caso il calcolo pensionistico è sviluppato con il sistema contributivo.

      I lavoratori precoci: si tratta quei lavoratori che possono chiedere il pensionamento anticipato  maturati almeno 41 anni di contributi, ed avendo  almeno 12 mesi di contribuzione effettiva antecedente al 19° anno di età. Per poter accedere al trattamento pensionistico devono necessariamente presentare una richiesta all’INPS per ottenere la certificazione dello status di lavoratore precoce. 

        Le prossime manovre di bilancio, potrebbero introdurre ulteriori requisiti, che si spera facciano diventare davvero “sostenibile” il nostro sistema pensionistico. 

Dott. Giuseppe Genovese

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Per la redazione nazionale rubrica “Informazione
..:: Atlasorbis – news quindicinale 16 settembre 2025

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