La Riabilitazione Vocazionale

Il lavoro nella vita di ogni essere umano, che sia sano o patologico, è un’attività che regola il nostro vivere quotidiano e che ci da l’opportunità di sentirsi parte di un sistema. La necessità di avere un obiettivo, di sentirsi parte di un gruppo che produce e che diventa utile a se stessi ed agli altri, suscita gratificazione, alza il livello di autostima e per alcune patologie psichiatriche, risulta essere un ottimo percorso terapeutico riabilitativo da utilizzare.
Per fare un esempio, pensiamo per un’ attimo alla situazione lavorativa opprimente ed incerta che viviamo oggi ;sui giornali leggiamo spesso di persone che dopo aver perso un lavoro si siano sentite così svuotate ed impaurite, tanto da compiere a volte gesti estremi. Queste persone sono inserite positivamente ed interamente nel tessuto familiare e sociale, ma alla perdita di un’attività lavorativa si scompensano improvvisamente e questo ci fa riflettere su quanto sia fondamentale il ruolo ed il significato che riveste il lavoro nella vita degli esseri umani.

Il lavoro dunque ha significati diversi tra le persone, indipendentemente dal fatto che siano malate o sane.

Partendo da questo concetto e dall’importanza del lavoro nella vita di ogni soggetto, vediamo come la Riabilitazione Vocazionale sia un programma riabilitativo psichiatrico che utilizza il lavoro come strumento terapeutico, reinserendo i pazienti affetti da Schizofrenia ed altre malattie severe, nel contesto sociale e fornendo a queste persone la possibilità di avere una giornata strutturata ed uno scopo nella vita.

Nei pazienti molto vulnerabili affetti da Schizofrenia ed altre malattie severe,svariati fattori stressanti ambientali possono innescare la recidiva dei sintomi negativi della patologia. Lo stress a cui sono sottoposti questi pazienti in un contesto lavorativo non supportato psicologicamente, ha indotto nel tempo queste persone ad abbandonare l’ idea di continuare a lavorare . E’ proprio qui che entra in scena la Riabilitazione Vocazionale, che ha come obiettivo quello di preparare le persone ad affrontare le esigenze del lavoro e considerare quest’ultimo come un’attività importante da cui trarre beneficio.

La ricerca dimostra infatti che quando le persone con Schizofrenia trovano un lavoro o sono impegnate in altre attività strutturate , la severità dei propri sintomi psicotici,quali allucinazioni e deliri, diminuisce in modo considerevole.( Manuale di Psichiatria Territoriale Susan R.McGurk,Kim T.Mueser)

Tra i numerosi programmi utilizzati dalla Riabilitazione Vocazionale descriveremo sinteticamente due approcci in particolare, denominati clubhouse psicosociale ed impiego transitorio.

Una clubhouse psicosociale si dedica ad aiutare le persone affette da malattie mentali severe a riappropriarsi della propria vita. Un principio fondamentale dell’approccio della clubhouse è che il lavoro ha un ruolo importante nella vita di tutti i giorni e che ognuno può trarre beneficio dal lavorare.

Per preparare le persone ad affrontare le esigenze del lavoro molte clubhouse psicosociali si fondano sulla giornata strutturata di lavoro, durante la quale a ciascun membro della clubhouse è assegnata una mansione specifica nella gestione della stessa. Tali mansioni possono includere compiti come la preparazione e la dispensazione dei pasti,i lavori di manutenzione della clubhouse,il rispondere sia al telefono sia alle richieste d’informazione riguardante i servizi disponibili, l’accompagnare i visitatori e il lavorare nell’ufficio contabilità. Man mano che un individuo acquisisce abilità nello svolgere i lavori della club house,lui o lei ottiene le competenze idonee a compiere il passo successivo e lavorare nella comunità,in una posizione d’impiego transitoria. Questi impieghi sono procurati grazie alla club house, comportano un lavoro regolare e prevedono salari competitivi.Le persone che partecipano al progetto possono lavorare in una posizione transitoria per un tempo limitato,cioè da tre a sei mesi, prima di passare ad un altro impiego transitorio o a un lavoro indipendente e competitivo.E’ possibile trovare una vasta gamma d’impieghi transitori, quali cassiera,impiegato d’ufficio, addetto alla consegna della posta tra uffici in una grande società o addetto alle pulizie. Di solito questi lavori sono considerati “ primo impiego”.

L’approccio all’ impiego transitorio ha numerosi aspetti positivi. Le persone nella clubhouse familiarizzano con l’attività lavorativa,si abituano alla routine, e si preparano ad un impiego retribuito. Molte persone con disabilità psichiatriche non lavorano da molto tempo,questo aspetto le rende insicure riguardo alle proprie abilità nel sostenere un lavoro stipendiato. Così un impiego transitorio offre loro opportunità di accumulare esperienze lavorative,fornendo una sorta di air-bag protettivo attraverso la presenza di uno staff specifico,qualora s trovassero in difficoltà nel portare a termine i compiti affidatigli. Si ottengono in questo modo una varietà di esperienze lavorative,che tornano utili nella scelta del lavoro che si desidera esercitare in modo stabile. ( Manuale di Psichiatria Territoriale Susan R.McGurk,Kim T.Mueser)

I programmi descritti pocanzi sono stati sperimentatati negli Stati Uniti d’America, in particolare a Fountain House grazie alla professionalità spiccata di Susan R.McGurk e Kim T.Mueser, già più di 50 anni fà, e questo dimostra come la sensibilità sociale verso il concetto di riabilitazione, cura e reinserimento sociale, sia forte e concreto nelle società statunitensi.

Questo approccio riabilitativo potrebbe essere utilizzato ad hoc per ogni singolo paziente, anche nella nostre realtà psichiatriche italiane, favorendo così l’eliminazione dello stigma sociale per questo tipo di pazienti, reinserendoli nel tessuto sociale e dando loro la possibilità di ritrovare un’identità lavorativa che contribuisca alla produzione di servizi utili alla società.

Il lavoro( si dice) nobilita l’uomo.

Ispirandomi a questo concetto sociale, aggiungerei che il lavoro nobilita tutti gli uomini, sia quelli sani che quelli con patologie psichiatriche.

Siete d’accordo?

Dott.ssa Tornatola Francesca

Tecnica della riabilitazione Psichiatrica

16 Febbraio 2013

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