I “Ragazzi del ‘99”

“Tutti eroi! O il Piave o tutti accoppati!”

03-00010498 - 1918 - (1915 - 1918), WWI, PRIMA GUERRA MONDIALE, B/N, FRONTE DEL PIAVE, MACERIE, DISTRUZIONE, CONFLITTO BELLICO, 715018/46

03-00010498 – 1918 – (1915 – 1918), WWI, PRIMA GUERRA MONDIALE, B/N, FRONTE DEL PIAVE, MACERIE, DISTRUZIONE, CONFLITTO BELLICO, 715018/46

Passeggiando per Verona mi sono imbattuto in una strada intitolata ai “Ragazzi del ‘99” e mi sono domandato quante persone al giorno d’oggi sanno cosa hanno fatto di speciale quei “ragazzi” per meritarsi la dedica di una strada in tante città italiane. Ovviamente parliamo di ragazzi nati nel 1899 e la maggior parte di loro, purtroppo, trovò la morte nella “Grande Guerra”, così gli abitanti del nord Italia definivano quel terribile conflitto. Quando furono precettati molti di loro non avevano ancora compiuto i 18 anni e, frettolosamente addestrati, furono inviati al fronte nei giorni successivi alla tragica battaglia di Caporetto. Il loro apporto, unito all’esperienza dei soldati veterani, si rivelò determinante per gli esiti della guerra permettendo la controffensiva che costrinse gli austro-ungarici all’armistizio di Villa Giusti. Fu anche grazie al loro sacrificio se quella di Caporetto non fu una “disfatta”, ma una grave “sconfitta” che portò l’Italia alla vittoria.

Quei giovani soldati si trovarono a vivere in prima linea una guerra atroce che portò la morte a molti di loro. Quella tragica esperienza  segnò per sempre nel targafisico e nell’animo i pochi fortunati che tornarono alla vita civile,  che non riuscirono più a ritrovare la serenità e la spensieratezza della gioventù.

Nel 1921, con l’intento di onorare e custodire la memoria di quei “Ragazzi”, un gruppo di reduci diede vita all’Associazione “I ragazzi del ‘99 Associazione Nazionale fra combattenti della classe 1899 nella Guerra 1915-1918”. Come simbolo utilizzarono la riproduzione dipinta della celebre casa sbrecciata di Sant’Andrea di Barbarana di San Giorgio di Callata (TV) con il testo: “Tutti eroi! O il Piave o tutti accoppati!”. Dedicare una strada a quei ragazzi è il minimo che possiamo fare.

Spero che gli amministratori del mio Comune seguano l’esempio di Verona.

Cav. dott. Valentino Pisegna

01/02/19