Alen ha bisogno di aiuto!

“Appello da Tirana per un bimbo malato”.

Quel bambino ha quattro anni, si chiama Alen ,è vispo e intelligente, tutto la mamma, che è anche mia nipote. E’ nato a Tirana e fino a pochi mesi fa nessuno aveva individuato quel suo clamoroso danno cerebrale. Come molti bimbi nati con un deficit genetico, anche il piccolo schipetaro purtroppo manifesta un gravissimo deficit visivo che lo ha reso pressochè cieco. Qui all’Ospedale “Bambino Gesù” di Palidoro la diagnosi, elaborata da pediatri e oculisti di primo livello, è impietosa: la retina è degenerata e sul fondo dell’occhio non giungono che ombre. Lo scruto alla mensa dell’ospedale, mentre siede tra papà e mamma, giustamenrte in apprensione dopo le prime non esaustive indagini svolte in nosocomi albanesi, e noto con comprensibile compassione che il bimbo si sforza e si dispera nel tentativo di avvicinare il più possibile agli occhi un giornalino a fumetti, e carpirne qualche immagine inevitabilmente sfuocata. Per ora si aspettano i risultatidelle analisi del sangue per ottenere maggiori ragguagli. articolo terenzio

E’ con noi il dottor Terenzio d’Alena, che ha svolto la professione medica come funzionario di polizia, oggi rappresenta l’associazione benefica Argos; dunque questo gruppo di poliziotti è riuscito a portare il piccolo malato in questo Centro d’eccellenza. Per ora si aspettano i risultati delle analisi del sangue per ottenere maggiori ragguagli. Mi corre dunque l’obbligo di ringraziare con tutto il cuore questa associazione che si occupa di tanti sfortunati, in particolare al prof. d’Alena va riconosciuto un impegno e una dedizione non comune dopo aver preso a cuore il caso, anche se una parte di motivazione può essere accreditata alla sua lontana origine albanese. Un pensiero e un ringraziamento va ai poliziotti uniti in questo sfozo prezioso ed umanitario (Raffaele Del Campo su tutti), uomini che generosamente in nome della legge combattono per dovere istituzionale, ma si prodigano nelle ore libere per gli altri, gli handicappati sconosciuti e gli sfortunati d’ogni tipo, a costo di qualche ovvio ma volontario sacrificio. Nella tragedia che vive la mia famiglia c’è ora un lampo che racconta del valore dell’esistenza terrena quando aiuti imprevisti si palesano inaspettati, diventando fonte di illimitata riconoscenza.

Luljeta Myftaraj

16/09/19